I Liformers sono un gruppo di persone motivate, allegre e piene di energia che ci ispirano ogni
giorno con la loro creatività, sincerità e amore per lo yoga. La nostra serie “Meet the Liformer”
ti dà la possibilità di conoscerli un po’ meglio, scoprire come
praticano e lasciarti contagiare dal loro entusiasmo.
Nikita Desai è un’istruttrice di yoga e formatrice indiana che vive a Londra,
famosa per il suo impegno nel promuovere pratiche yoga autentiche e
nell’aumentare la rappresentanza nel settore del benessere.
Il libro di Desai, *A Beginner's Guide to the Roots of Yoga: How to Create a
More Authentic Practice*, mira ad aiutare i praticanti a integrare elementi tradizionali
dello yoga nelle loro pratiche moderne, favorendo una comprensione più profonda
dello yoga che va oltre le posture fisiche.
Attraverso i suoi insegnamenti, i workshop e la sua presenza online, Nikita Desai
si impegna a preservare il vero spirito dello yoga, sostenendo una pratica che
onori le sue origini e sia accessibile a tutti.

Da dove vieni/dove vivi?
Sono nata e cresciuta nel Regno Unito, ma i miei genitori sono indiani. Al momento vivo
a Londra.
Come è entrato lo yoga nella tua vita?
Sono nata e cresciuta in una famiglia indù, quindi le pratiche yogiche hanno
sempre fatto parte della mia vita quotidiana. Tuttavia, queste pratiche assomigliavano più al
percorso devozionale dello yoga che alle asana (le posizioni fisiche).
È stato solo verso i vent’anni, quando ho partecipato a un lancio con il paracadute in cui mi
sono fratturata la colonna vertebrale, che ho scoperto lo yoga così come lo si pratica nel mondo occidentale.
Dopo numerose visite da specialisti, mi è stato detto che l’unico modo
per curare la mia lesione era un intervento chirurgico importante.
All’epoca decisi di non sottopormi all’intervento e cercai metodi alternativi di guarigione
: mi fu consigliato lo yoga (quello moderno). Era la prima volta
che mi avvicinavo all’aspetto fisico di questa tradizione, e sia la mia mente che il mio corpo
ne trassero enormi benefici, così continuai a praticarlo mentre guarivo
sia mentalmente che fisicamente.
Quando hai capito di esserti appassionata allo yoga?
Dal momento stesso in cui ho capito quanto la mia mente ne traesse beneficio.
Mentre utilizzavo la pratica per alleviare i sintomi del mio
infortunio, ho scoperto che aveva anche un grande impatto sulla mia salute mentale.
L’ansia e la depressione cronica fanno parte della mia vita fin da quando ero molto
giovane, e lo yoga mi ha sempre aiutato ad alleviare i sintomi di queste
condizioni. Da allora è diventato parte della mia routine quotidiana: non
passa un giorno senza che mi dedichi alla pratica, che si tratti
degli aspetti fisici o di quelli mentali, spirituali o emotivi.
Perché pratichi?
Per onorare i miei antenati, la mia mente, il mio corpo e per coltivare la consapevolezza di me stessa.
Per me, lo yoga è una parte fondamentale del mio retaggio e della mia cultura, ma è anche uno dei
migliori strumenti per lo sviluppo personale e la guarigione interiore.

Perché insegni?
Da quando ho scoperto la profondità dello yoga e ho sperimentato quanto abbia
giovato alla mia mente, alla mia anima e al mio corpo, mi sono appassionata all’idea di condividere
ciò che imparo con gli altri per aiutarli a guarire. Il mio approccio è in linea con
lo yoga tradizionale e autentico, e il mio obiettivo è condividere la pratica in modo
che le persone possano usarla per guarire se stesse mentalmente, emotivamente e
spiritualmente, piuttosto che solo a livello superficiale, fisicamente.
Raccontaci della tua comunità di yoga.
Quando ho iniziato a insegnare yoga, per un po’ mi sono concentrata solo sul padroneggiare
le posizioni avanzate, perché mi ero persa nel mondo dei social media. È stato
solo qualche anno dopo la mia formazione da insegnante che ho iniziato a parlare in modo approfondito
di come lo yoga vada oltre le asana e di quanto lo yoga occidentale sia
lontano dalla pratica nata in India migliaia di anni fa. Quando ho
iniziato a parlare delle radici, della storia e delle origini dello yoga, e a insegnare
quel lato dello yoga che oggi viene raramente trasmesso, ho trovato una grande comunità online
che si è identificata con il mio messaggio.
Le persone cercavano pratiche
e insegnamenti più inclusivi, accessibili e diversificati, e io ho iniziato a offrirli alla mia comunità. La mia
comunità è molto in sintonia con il mio approccio all’insegnamento autentico dello yoga
e trae beneficio dai miei insegnamenti, che sia attraverso le mie
sessioni su YouTube, i workshop online o dal vivo, le sessioni di mentoring o
le lezioni individuali.
Qual è la tua posizione yoga preferita? Perché?
Marjaryasana/Bitilasana, ovvero il Gatto/Mucca, perché agisce su tantissime parti del corpo
contemporaneamente, ma anche perché riesci a sentire quasi immediatamente i benefici mentali
ed emotivi di questa asana.
Qual è il tuo motto?
Tutto è temporaneo, l’unica cosa che rimane costante è il tuo vero Sé
(il tuo atman).
Cosa stai leggendo?
Sto leggendo due libri contemporaneamente! Il che è proprio da me:
*A Court of Mist and Fury* di Sarah J. Maas
e *The 50th Law* di Robert Greene e 50 Cent
Cosa c’è nel tuo frullato?
Di solito bevo un frullato tutto vegetale a giorni alterni, che non è il massimo in
fatto di gusto, ma secondo l’Ayurveda non dovresti mescolare frutta e verdura nei
succhi o nei frullati. Quindi: spinaci, sedano, acqua di cocco, barbabietola e
cetriolo.
Hai deciso di riscattare le tue miglia frequent flyer. Dove stai
andando?
Sicuramente alle Maldive!
All’aeroporto ti rendi conto di aver dimenticato la cosa più importante. Qual è?
Il mio profumo, ahah!
Da bambina, cosa volevi fare da grande?
L’assistente di volo!
Qual è il tuo tappetino Liforme preferito? Perché?
Il White Magic: adoro i colori, l’oro è il mio preferito. E poi ha un aspetto così
fresco e pulito.
Oltre allo yoga, cosa ti piace fare?
Cucinare e, ogni tanto, dipingere: in realtà è un nuovo hobby per me e
spero di migliorare sempre di più!



