Alla ricerca dell’armonia e del Dharma nell’Anno del Serpente

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Finding Alignment and Dharma in the Year of the Snake
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In occasione dell’Anno del Serpente, siamo felici di condividere un post davvero stimolante del nostro fantastico ambasciatore James Gannaban su come liberarti delle vecchie abitudini e sostituirle con nuovi comportamenti. 

Di James Gannaban Liforme L'ambasciatore James Gannaban è un insegnante di yoga, scrittore, creatore di contenuti e professionista del marketing che vive a Hong Kong. Ha conseguito un certificato in Psicologia delle dipendenze e del recupero presso la Stanford Medicine. Lo trovi su Instagram @jamesgannaban
Aggiornato il: 11th August 2026 Pubblicato il: 27th August 2026

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    In uno degli studi di yoga dove insegno, c’è una particolare raffigurazione del Buddha in meditazione seduta, con un suggestivo naga a sette teste (in sanscrito “serpente”) che forma un baldacchino sopra la sua testa. I serpenti dal cappuccio sopra il Buddha rappresentano la protezione che il dharma offre contro le tempeste metaforiche della vita.

    La pratica dello yoga implica essere in armonia con il proprio dharma. Cioè, vivere la vita al servizio del proprio scopo. Ovviamente, questo richiede di sapere già qual è il proprio scopo. E ancora prima, di mettersi alla ricerca per scoprirlo.

    Molti devono ringraziare lo yoga per averli avviati su questo percorso significativo. Ma per me è stato il risultato di tanto dolore, culminato in un’esperienza di pre-morte. L’unica via d’uscita che mi restava era lo stretto sentiero della sobrietà.

    Il fondo

    Nel 2015, dopo un’overdose che mi ha portato a un’evacuazione medica e a un periodo in prigione, la mia famiglia mi ha mandato in riabilitazione per alleggerire la pena. Lì, durante la terapia di gruppo, uno dei terapeuti ha notato che avevo la tendenza a gesticolare troppo quando parlavo, come se cercassi di dirigere le percezioni delle persone invece di lasciare semplicemente che mi vedessero per quello che ero. All’epoca non mi faceva alcun senso; era semplicemente incomprensibile. Tuttavia, la testardaggine, l’ostinazione e l’indulgenza verso il mio ego mi avevano portato a toccare il fondo. Salute, finanze, relazioni, guai con la legge: tutti gli aspetti della mia vita si erano aggrovigliati in nodi ingestibili. Chiaramente non sapevo cosa fare, quindi dovevo ascoltare gli altri.

    Il comportamento paradossale suggerito per riprenderti da questo specifico smarrimento era quello di appoggiarti i palmi delle mani sulle mani ogni volta che parlavi. Allora non me ne rendevo conto, ma smettere di cercare di controllare le percezioni degli altri appoggiandoti i palmi delle mani sulle mani è diventato un atto di autocontrollo in un momento in cui il sé – con la “s” minuscola – era una nebbia nebulosa, tormentata dagli effetti fisici, emotivi e mentali di anni di dipendenza.

    Dato che non ci si può fidare delle percezioni quando la mente è così malata, ho imparato invece a entrare in contatto con le emozioni: a placare l’energia maniacale nella testa portando la consapevolezza giù nel cuore. E così facendo, ho permesso al Sé – con la “S” maiuscola – di farsi finalmente sentire nella chiarezza del silenzio e della quiete. Senza volerlo, appoggiarmi sui palmi delle mani mi ha portato nel viaggio verso il Sé.

    Alla scoperta della morbidezza e della spaziosità

    Forse questo avviene anche attraverso il gesto costante di chinare il capo verso il cuore quando diciamo “Namaste” all’inizio della pratica: l’autorità dell’ego viene reindirizzata verso la saggezza più profonda che risiede dentro di noi.

    E come yogi, la nostra pratica ci aiuta a capire che la vera forza sta nella capacità di ammorbidirci, essere compassionevoli e provare empatia. Nel concederci la grazia di tremare, vacillare, essere fragili e spezzarci. Nell’accogliere la morte dei nostri vecchi sé per fare spazio alla nascita di qualcosa di nuovo.

    E nella tregua finale offerta dal Savasana – la Posizione del Cadavere – non solo moriamo a noi stessi, ma accettiamo anche irrevocabilmente la mortalità. Lasciando andare le parti indesiderate e superflue, così da poter vivere pienamente e in vibrante allineamento con il nostro dharma.

    Con questo Capodanno lunare inizia un nuovo ciclo. Non c’è momento più propizio di adesso per riflettere sulla crescita personale. Ecco alcuni spunti per aiutarci ad allinearci alle energie trasformative del rinnovamento e della rinascita ispirate dall’Anno del Serpente.

    Liberati dai vecchi schemi

    All’inizio mi sono sentita un po’ incatenata dal fatto di stare seduta sui palmi delle mani. Ma questo mi ha permesso di liberarmi da quel sé insicuro che cercava di manipolare le percezioni degli altri.

    Quali vecchi schemi e convinzioni limitanti mi stanno frenando? Sono autoimposti? Come posso identificare e sfidare le mie convinzioni limitanti sul successo? Quali sfide ho affrontato in passato e come le ho superate? Di quali risultati sono più orgoglioso?

    Scrivi i tuoi pensieri su un diario, confuta il tuo sabotatore interiore e delinea nuovi comportamenti efficaci in sostituzione di quelli vecchi.

    Identifica i tuoi punti di forza

    È facile cadere nella trappola del confronto, soprattutto in un mondo dominato dai social. Per quanto si senta dire che “lo yoga è una pratica individuale”, la realtà della pratica condivisa in studio o degli hashtag comuni ti spinge a guardarti intorno. Quando ti viene voglia di farlo, fermati subito. Riconosci che qualcosa ti sta influenzando e identifica cosa.

    Ecco un paio di nuovi comportamenti efficaci che puoi adottare al posto di quelli vecchi:

    Valuta le tue capacità. Pensa a cosa ti piace fare, in cosa eccelli e per cosa gli altri ti chiedono spesso aiuto. I tuoi talenti naturali spesso indicano il tuo dharma.

    Chiedi un feedback agli altri. È utile, soprattutto se tendi a rimuginare troppo. Chiedi ad amici, familiari o mentori quali pensano che siano i tuoi punti di forza. A volte ci vuole una prospettiva esterna per rivelare intuizioni che potremmo trascurare.

    Prova cose nuove. Asseconda la tua curiosità. Segui gli interessi che ti incuriosiscono o ti spaventano, anche se sembrano non avere nulla a che fare con il tuo percorso attuale. Trova comunità, hobby, opportunità di volontariato. Presta attenzione a ciò che eleva la tua vibrazione, a ciò che risuona dentro di te.

    Fidati di più del tuo intuito. Come yogi, una delle ricompense della pratica è una maggiore sensibilità vibrazionale nel tempo. Si potrebbe dire, simile a quella di un serpente. Presta attenzione ai tuoi istinti e alle tue sensazioni. Poi inizia a compiere azioni costanti, per quanto piccole, per allinearti alle tue intuizioni sul tuo dharma. Non preoccuparti se non si è ancora rivelato del tutto; fidati del processo e lascia che si svolga naturalmente.

    Pratica la consapevolezza

    Appena mi sveglio, faccio una meditazione di gratitudine: per un altro giorno di vita, per questo stesso respiro, per un letto caldo, un riparo, il cibo e il caffè che mi aspettano, un lavoro, l’amore dei miei cari, la capacità di muovermi, ecc. Poi, definisco le mie intenzioni per la giornata.

    Facendo queste due cose, inizio ogni giornata partendo da un luogo di abbondanza, prendendomi lo spazio, la chiarezza e l’energia necessari per ciò che voglio fare prima che gli altri inizino a riempire la mia giornata con le loro esigenze.

    Intenzioni allineate ai pensieri, pensieri allineati alle parole e parole allineate alle azioni: per me, questa è l’essenza dell’allineamento. È esattamente il tipo di pratica che possiamo coltivare sul tappetino per guidare il modo in cui viviamo fuori dal tappetino. Che questo ci dia un senso di scopo e direzione, fungendo da ancora protettiva indipendentemente dalle sfide che la vita ci riserva.

    Gong Xi Fa Cai! Kung Hei Fat Choy!

    Di James Gannaban Liforme L'ambasciatore James Gannaban è un insegnante di yoga, scrittore, creatore di contenuti e professionista del marketing che vive a Hong Kong. Ha conseguito un certificato in Psicologia delle dipendenze e del recupero presso la Stanford Medicine. Lo trovi su Instagram @jamesgannaban
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