Le immagini del fiore di loto sono ovunque si pratichi yoga: sulle pareti delle sale, sulle copertine dei libri, nei loghi e sui tappetini da yoga. Ovviamente, il loto e lo yoga vanno a braccetto, ma perché? Qual è l’origine di questa associazione, la storia che c’è dietro e le interpretazioni moderne che si sono rivelate così durature? Se ti sei mai chiesto cosa ci facciano tutti questi fiori di loto in giro, abbiamo le risposte.
La pianta di loto
La Nelumba nucifera, conosciuta come loto sacro, è una pianta davvero miracolosa. Nonostante assomigli a una ninfea, in realtà è una specie diversa e si distingue per gli alti steli che spuntano dall’acqua per sostenere le foglie e i fiori di loto, che sono idrorepellenti.
Molte parti della pianta sono commestibili, compresi i semi, i germogli, i rizomi e le foglie. Originaria di vaste aree dell’Asia, dove tradizionalmente veniva utilizzata sia per scopi medicinali che culinari, le colonie di piante di loto possono durare per migliaia di anni. I suoi semi sono racchiusi in un guscio duro e possono rimanere in stato di dormienza per centinaia di anni prima di essere ricoltivati con successo.
La bellezza e il profumo (che attira gli insetti che fungono da impollinatori) del fiore di loto spiegano il suo fascino per gli esseri umani e il fatto che il loto sia stato adottato come simbolo in molte religioni antiche, tra cui quelle della Grecia, della Persia, dell’Egitto e del subcontinente indiano. Anche la capacità di questo incredibile fiore di prosperare in habitat paludosi e torbidi ha contribuito al suo fascino e al suo significato simbolico.

Il simbolo del loto nel buddismo e nell’induismo
Il simbolismo del loto nello yoga deriva principalmente da due antiche religioni del subcontinente indiano: il buddismo e l’induismo.
Il loto sacro è parte integrante dell’iconografia e della dottrina buddista sin dalle sue origini. Il Buddha viene spesso raffigurato seduto su un trono di loto, e il puro Bianco fiore di loto che si erge dal fondo fangoso è un simbolo degli esseri illuminati che si elevano al di sopra della contaminazione del mondo impuro.
Il ciclo vitale del loto, dal seme al fiore e di nuovo al seme, rappresenta la reincarnazione. Un loto a otto petali è spesso incorporato nell’immagine della Ruota del Dharma a otto raggi, che simboleggia l’Ottuplice Sentiero. Il buddismo è anche la fonte del mantra “Om mani padme hum” (Sia lodato il gioiello nel loto), che dimostra l’alto valore che i buddisti attribuiscono a tutto ciò che questa pianta rappresenta.
Nell’induismo, la dea Lakshmi è particolarmente associata al loto. Viene spesso raffigurata mentre regge fiori di loto e sta in piedi o seduta su un altro fiore. È la dea, tra le altre cose, della bellezza, della prosperità, della fertilità e della saggezza. Anche il suo compagno, il dio Vishnu, viene spesso raffigurato mentre tiene un loto in una delle sue quattro mani, a simboleggiare la sua purezza e superiorità. Una versione del mito della creazione indù narra che Brahma, il creatore, sia nato da un fiore di loto che cresce dall’ombelico di Vishnu.

Posizione del Loto (Padmasana)
La posizione del loto, in cui le piante dei piedi rivolte verso l’alto ricordano i petali di un loto, è una delle posture menzionate nelle più antiche fonti di yoga giunte fino a noi, che introducono la pratica delle asana al servizio della meditazione.
Lo yogi che medita nella Posizione del Loto è diventato il simbolo di chi è immerso in uno stato di piena illuminazione, ma la capacità di stare seduto a lungo in questa posizione non è più vista come un prerequisito per la pratica della meditazione.
Per chi pratica oggi, la Posizione del Loto è considerata una posizione avanzata perché richiede molta flessibilità nelle anche per evitare di sforzare le ginocchia. Le nostre istruzioni complete per la Posizione del Loto e la Mezza Posizione del Loto includono il metodo più sicuro per assumere la posizione.
Niente fango, niente Loto
Il simbolismo più significativo del loto per lo yogi moderno è che una pianta che cresce in un ambiente così sporco possa produrre un fiore così magnifico. Questa lezione infonde speranza e conferma a chi sta cercando di superare circostanze difficili. Il fiore di loto che sboccia dalla palude rappresenta il potenziale di una vita meravigliosa che emerge dalle avversità. Il famoso detto “senza fango, niente loto” suggerisce addirittura che ci voglia un po’ di fango per creare qualcosa di straordinario.
Fonte:
Griffiths, Mark. The Lotus Quest: Alla ricerca del fiore sacro. St. Martin’s Press, 2009.



